Quanto il viaggio in Marocco mi ha riempito di energia e bollicine per fare il salto fino all’estate 2008 non l’ho ancora ben capito ma si può sostenere con una risoluta certezza che bene o male questo Maghreb mi ha decisamente stordito di bevande gassate.
Si siamo d’accordo il Marocco non è il regno del divertimento, non è neanche il paradiso dei cocktails e delle signorinelle dagli abitini minuscoli ma è irrimediabilmente il regno dei succhi dolciastri in grado di combattere il termometro fisso a 40° del bel paese marocchino.
Ecco quando penso al Marocco penso al regno dell’assurdo, al luogo dove si intrecciano con estrema continuità le forti tradizioni passate con il pseudo modernismo maccheronico di telefonini, parabole e Coche Cole. E così; proprio la regina di Atlanta è sovrana più che il re anche nel bello e decadente Marocco…del resto ormai il primo segno della civiltà occidentale è la presenza massiccia sul territorio della incantevole e frizzante bevanda scura.
Non ci tornerei è vero, ma è vero altresì che non tornerei nei vicoli di Genova il venerdì sera dopo averci messo le radici per due anni; però mentre nella bella e antica repubblica marinara la Coke è spesso mescolata con rums e alcolici di ogni genere e risma, nel Marocco da bere te la servono così come uscita dalla fabbrica ultramoderna posta nei dintorni di Casablanca; non ci tornerei in Marocco perché il pianeta sul quale banchettiamo al gusto cola per un tempo più o meno lungo offre tante di quelle possibilità di poter assaporare la preziosa bevanda US che è veramente difficile sprecare due viaggi per assaggiare il prezioso nettare nel medesimo luogo. Non sono uno stupido Jock del nord della Gran Bretagna e, quindi, nella vita mi piace cambiare.
Non ne puoi fare a meno; nessuno ne può fare a meno; tajine, brochette, pastille e zuppe sono indigeribili se non con l’aiuto gassoso dell’amica di latta rossa. Latta? Magari; perché in Marocco la Coke è quella bella in bottiglia indistruttibile con il fondo in acciaio e con il tappo di lamierino mal chiuso che la fa sgasare al punto giusto.
Anche il gioco d’azzardo in Marocco è legato alla pesca di una bottiglia da litro e mezzo di Coca – Cola; il gioco è talmente difficile che ancora oggi non sono riuscito a capire se pescare una bottiglia di Coke con un filo attaccato ad un bastone sia la porta per il paradiso o per il carcere.
Tutto è più facile se c’è Coca – Cola; lo dicono anche i passanti delle cittadine marocchine che per guarire dal mal di pancia nel modo più rapido sostengono che sia necessario l’utilizzo di riso scondito e di una buona bottiglietta di Coke. E’ tutto stupendo comprendi fin da subito che per viaggiare non ti serve praticamente niente; l’importante è andare in un posto dove essa sia presente in modo massiccio ed in Marocco questo accade in modo quasi imbarazzante. Mi domando solo una cosa: se devo scoprire il lato Coca – Cola della vita devo considerarmi soul perché la Coca la beve chiunque o Jazz perché il gusto della Coke è fine solo a se stesso e non disseta neanche? A voi la risposta ben sapendo che il Chinotto è decisamente reggae…
Commenti recenti