Pubblicato da: fabiodelogu | ottobre 30, 2009

Storie di Calcio – Man Utd e Nissa

Nella parte superiore dello stemma dello United c’è una nave, riferimento a come tutto è cominciato. Nell’800 della rivoluzione industriale, Manchester era la città che produceva e Liverpool il porto che commercializzava (“Manchester made and Liverpool trade“): una simbiosi perfetta che saltò in aria quando le tariffe portuali crebbero così tanto da consigliare a Manchester la costruzione di un canale per dotarsi di un proprio scalo, da cui la nave nello stemma United. L’opera venne realizzata con grande scorno di Liverpool, che perse migliaia di posti di lavoro. Ancora oggi, quando la Kop canta “Walk on, walk on, with hope in your heart, you’ll never walk alone“, i tifosi manc ribattono sarcastici “you’ll never get a job“, non troverai mai un lavoro. Nel tempo il Lancashire ha superato tante crisi, oggi Manchester è un polo produttivo internazionale mentre Liverpool è appena stata capitale europea della cultura; ma ad Anfield come a Old Trafford nulla è cambiato, gridi “you fat bastard” a Rooney e persino di peggio a Gerrard anche se sei in libera uscita da una sofisticata vita da yuppie.

Nel 1996 la Nazionale Under 21 (allora allenata da Maldini padre), doveva giocare nella mia città, Caltanissetta, nel nuovo stadio di Pian del Lago (era stato aperto da meno di un anno). Avversaria era la Croazia. La federazione croata comunicò a quella italiana che avrebbe utilizzato maglie azzurre e rosse. Alchè i nostri dirigenti fornirono alla nostra nazionale le maglie bianche. Ma il giorno della partita… SORPRESA!!! La nazionale croata si presenta con le maglie bianche. Alchè, come da regolamento l’arbitro chiede alla nazionale italiana di cambiare le maglie ma… ARI-SORPRESA!!! Non ci sono maglie di riserva… I dirigenti federali trovano una soluzione: chiedono ai dirigenti della Nissa, la squadra di Caltanissetta (Serie D), di prestargli le maglie. Ma…. ARI-ARI-SORPRESA!!! La Nissa si allena, ed ha quindi il magazzino, nell’altro stadio cittadino, che si trova dall’altra parte della città! Si doveva fare in fretta, e quindi mandarono una pattuglia dei vigili urbani che, a sirene spiegate attraversò la città e tornò appena in tempo per non perdere la partita a tavolino. Quindi la Nazionale giocò quella partita con indosso la seconda maglia della Nissa, ossia in maglia rossa, con lo scudo sul petto cancellato con un pennarello. Perchè con la seconda maglia? Semplice: indovinate un po’ di che colore è la prima maglia della Nissa? Bianca, ovviamente!


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